FRAQUELLI CERAMICHE
pavimenti e rivestimenti

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Sab 9/12

Recupero parquet: come ripristinare il rivestimento, riportandolo allo splendore originario

Quando si affronta la fase di ristrutturazione di un’abitazione “storica”, spesso ci si deve confrontare con la presenza di pavimenti già esistenti, quali cotti, eleganti graniglie, marmi, cementine e parquet.

Il dilemma è sempre lo stesso: meglio mantenere, recuperare e preservare i vecchi pavimenti, che tuttavia rappresentano un elemento storico nato in concomitanza con la stessa abitazione, o prediligere la posa di materiali più moderni e all’avanguardia, in grado di rispondere al meglio ad esigenze e gusti personali? 

La scelta può variare in maniera significativa in funzione di un’eventuale nuova ripartizione degli spazi interni così come della destinazione d’uso degli ambienti.

Il parquet può ad esempio essere recuperato e mantenuto in ambienti quali la camera da letto o il soggiorno, mentre qualora la stanza sia destinata ad essere trasformata ad esempio in una cucina, il nuovo progetto contemplerà la posa di nuovi pavimenti o rivestimenti più adatti, meno delicati e maggiormente funzionali.  

Recuperare il vecchio parquet massello e restaurarlo

Fino a qualche anno fa, il parquet in genere era realizzato interamente in legno massello o legno nobile: i listelli venivano dunque inchiodati, comportando il caratteristico scricchiolio che ancora oggi si percepisce calpestando questa tipologia di pavimento antico. 

Lo stesso scricchiolio rappresenta un fattore che occorre tenere in considerazione qualora sia necessario scegliere se mantenere il vecchio pavimento o sostituirlo con un parquet moderno e più funzionale. A molti può sicuramente affascinare mentre per altri può rappresentare di contro un vero incubo.

Qualora si opti per il recupero parquet, tale processo richiede particolare cura e attenzione da parte delle mani esperte del professionista: il pavimento necessiterà infatti di un’accorta levigatura al fine di eliminare lo strato superficiale ormai usurato, riportando in superficie il legno intatto. 

Occorrerà successivamente trattare il parquet, applicando vernici e cere specifiche al fine di nutrirlo e preservarne la superficie.

La levigatura parquet, detta anche lamatura viene in genere effettuata per mezzo di levigatrice a nastro in aggiunta a carte abrasive di grana differente applicate in successione. Necessaria è in genere anche una successiva stuccatura utile a rimuovere eventuali imperfezioni evidenti, seguita da una verniciatura superficiale.  

Per quanto concerne il trattamento superficiale del parquet, parte integrante del recupero, differenti anche in questo caso sono le opportunità di scelta: tutto varia in funzione della finitura desiderata, se più o meno lucida, porosa o regolare, e ancora dalla funzionalità e dalla praticità di pulizia della suddetta superficie.  

Le vernici infatti possono presentare finiture lucide, semilucide o opache. Alcune appaiono decisamente più resistenti alle abrasioni, altre possono essere invece ignifughe o antimacchia. Le vernici ad acqua, sebbene disponibili a prezzi più elevati, assicurano tempi di essicazione più rapidi e formule più ecologiche e sostenibili. 

Auspicabile è in ultimo anche un trattamento a cera, lo stesso in grado di garantire un risultato finale decisamente più naturale, contribuendo a rendere il recupero del parquet ancora più accurato e d’effetto. 

Fondamentale in questo caso risulta la carteggiatura che deve essere effettuata in maniera accurata al fine di evitare disomogeneità che comporterebbero colorazioni del parquet differenti e, tutto sommato antiestetiche.  La scelta di applicare una cera biologica naturale, formulata con oli vegetali, cera d’api e olio, permette di rendere il recupero del parquet, la sola scelta utile al fine di valorizzare al meglio un pavimento antico e di notevole valore storico.